Caro Barbuto, che esci tardi dall'ufficio e entri in casa correndo e fai la faccia che ti si spezza il cuore perchè i ragazzini già dormono, che scrivi sms "esco ora" è arrivi un ora e mezza dopo, che sembra che vieni a casa a piedi ma piano piano, che però ti alzi la notte perchè oramai la tetta non c'è più e siamo uguali, che ti alzi anche il sabato e la domenica mattina e mi lasci covare fino alle nove addirittura.
Barbuto che ti becchi la mia faccia kativakativa che non sorride anche per due giorni di fila e che vorresti guardare filmetti e bere montenegro ma io già alle dieci ho la palpebra calante, che non sei più vegetariano e la cosa è stata fatta passare in sordine ma io so quanto ti pesa mandar giù salsicce e bistecche, Barbuto che hai scoperto di esser celiaco e addio panepanepane a volontà.
Barbuto che ripeti la presentazione a mezzanotte e sei agitato che ti si chiude lo stomaco e dormi male e l'ansia sale sale sale e fa pure male.
Barbuto, noi ci siamo. Siamo li tutti e 4, ci vedi? siamo di fianco al direttore marketing, Gi gli sta sussurando "mi fa ssschifo, sei bruttissimo" e Effe gli fa la farfallina con la manina, e Franco fa la cresta, punk solo come lui sa essere.
Barbuto noi siamo li e facciamo la ola per te. Andrà tutto bene.
Esiste un unico posto che procura alla Giffa ricordi e sensazioni. Non è il posto del primo bacio o della mega litigata o della mangiata o della bresca storica o di quella figuraccia pazzesca o di quel vestito bellissimo o quando andavamo tutti insieme e gaga arriva dopo, ti ricordi quella volta. no.
è una sala d'attesa.
Mattonelle quadrate, lucide, bianche e nere tipo scacchi. Sedie scomode di plastica arancioni, cartelli e poster vecchi, giornaletti su tavolini, silenzioso rumore in sottofondo. Gente. Donne soprattutto. Sguardi tesi, a volte anche uomini con donne. La giffà ha trascorso li al massimo 10 ore della sua vita suddivise in 30 volte forse o meno, non so. La Giffa ricorda sulla pelle ogni minuto. Speranza, paura, gioia, disperazione (una volta sola è vero ma basta).
Oggi La Giffa è tornata li, di nuovo valanga di emozioni. Stesso pavimento, stesse sedie, stessa amica al fianco, E' andato tutto bene, ma o per fortuna ci si dovrà tornare.
Ho un desiderio adoloscenziale e irrefrenabile di scrivere il mio nome su una sedia rossa, o per lo meno nel bagno.
La Giffa è tornata alla vita pubblica. questa volta a casa è stata bene. Torna alla vita sociale con mille pensieri da buttar giù, ha 1000 post in mente, anche un pò di tachicardia da primo giorno. Allora non scrive mica poi nulla, solo rientra sugli schermi.
ecco.
Filippo è nato il 23 febbraio
io sarò presto su questi schermi... ma per ora mi godo questo delirio.
a prestissimooooooooo